BAR BAR AU MIEL (Brasserie Lefebvre)

Il Belgio e le sue birre: La Bar bar della Brasserie Lefebvre.

 

Si deve a Jules Lefebvre (già guardiacaccia, farmacista, portiere d’albergo e birraio) nel 1876 la fondazione di questa brasserie, locata al tempo a Quenast nel Brabante, più precisamente nella valle del fiume Zenne. Come tante altre birrerie andò incontro a varie difficoltà legate ai conflitti mondiali: nel 1916, durante la prima guerra mondiale, fu smaltellata e i metalli furono requisiti dai tedeschi. Nel 1921 Auguste, figlio di Jules, spostò la birreria dal centro della cittadina su una collinetta vicina in modo tale da contrastare le inondazioni annuali del fiume Zenne. Nello stesso anno, grazie alla terza generazione di Lefebvre (ovvero Gaston) si assistette ad un ammodernamento della produzione in seguito all’imbottigliamento e alla messa in fusti (da 30, 50 e 100 litri) della birra. Durante la seconda guerra mondiale, la produzione subì un brusco rallentamento dovuto sia alla morte della moglie di Gaston, sia all’obbligo di produrre birra a bassissimo grado alcolico (0,8°!!!).

 

Attualmente la brasserie è guidata dalla sesta generazione di Lefebvre e questa BarBar è una birra relativamente giovane essendo nata appena nel 1996.                                                                                        

 

Di uno splendido giallo oro antico e con una schiuma densa, invitante e persistente la BarBar è una birra che, pur non dettando legge nel suo genere, è apprezzabile da quasi ogni punto di vista. L’olfatto si lascia ammaliare senza molta resistenza essendo orientato su un piacevole e ben bilanciato fruttato, con gradite note di fiori d’arancio e di frutta candita.

In bocca, il tanto atteso miele sale in cattedra dominandone l’approccio gustativo e rendendo la birra decisamente beverina a dispetto della gradazione alcolica (8°). L’aroma è ben bilanciato e all’amaro del luppolo e del miele si contrappongono sensazioni prolungate di agrumi (arancia e canditi da pastiera napoletana). Corpo mediamente rotondo e finale piacevole, nel complesso una birra concepita con equilibrio.

 

Curiosità: Il nome Bar bar si riferisce al fatto che la birra è stata concepita come il “conforto dei guerrieri”. Ai tempi di Giulio Cesare, l’imperatore stesso, nel suo intento di conquistare la Gallia, s’imbattè nella tenacia di questa popolazione barbara che nel suo famoso “De Bello Gallico” definisce come un popolo “capace nell’arte della pesca, della caccia e nel bere la birra al miele”.

Valutazione personale: 3/5

Francesco Donato

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