L’Italia e le sue birre: La Cascinazza Amber del monastero Santi Pietro e Paolo di Buccinasco.
Non nascondo di essermi avvicinato a questa birra con una certa curiosità. Ne avevo sentito parlare più di una volta, presentata come prima birra monastica e addirittura (sbirciando la rassegna stampa del sito cascinazza.it) definita da qualche fonte come prima birra trappista italiana. La birra è effettivamente prodotta all’interno della comunità monastica benedettina Santi Pietro e Paolo, in località Cascinazza, a Buccinasco. 10 Km da Milano. Due monaci dei 14 totali del monastero hanno addirittura avuto accesso, durante le fasi di studio del progetto, ai birrifici dei monasteri di St. Sixtus a Westvleteren, di Chimay e di Achel per apprendere l’arte della birrificazione. Insomma, se ci aggiungiamo anche la consulenza tecnico/produttiva del prof. Stefano Buiatti dell’Università di Udine a referenze i monaci non sono messi mica male.
Eppure la Cascinazza mi ha un pò deluso sotto l’aspetto degustativo. Forse aver letto tutte quelle recesioni mi ha lasciato credere che avrei potuto trovarmi di fronte un prodotto quantomeno vagamente somigliante alle birre appartenenti alla tradizione trappista belga, ma sinceramente di trappista in questo progetto ci ho visto solo i monaci. La birra non si presenta nemmeno male in verità. Un bel cappello di schiuma cremosa ma non molto persistente e un bel color arancio carico. Ma è in bocca che perde totalmente quota. Corpo scarno e struttura gustativa sbilanciata a favore di una perentoria nota alcolica. Mi verrebbe da dire che le birre trappiste sono ben altra cosa.
Valutazione personale: 2,3 / 5
Francesco Donato





io l’ho degustata è veramente ottima.