Le birre trappiste: La Chimay Red Cap.
La storia di una delle birrerie trappiste più conosciute ha inizio nel 1850, e precisamente il 12 luglio, allorquando una dozzina di monaci provenienti da Westvleteren, posero la prima pietra in quel di Scourmont (nella regione di Forges, a qualche chilometro da Chimay), per la costruzione di un monastero su terreni donati loro dall’allora principe di Chimay. Nonostante la difficoltà di adattare il terreno ai loro scopi, trattandosi di una zona piuttosto paludosa, poco fertile e soprattuto molto fredda anche nei mesi estivi, i monaci riuscirono a portare a termine i lavori nel 1863, più di 10 anni dopo, guadagnandosi l’ammirazione della popolazione locale. Vi è da dire che da subito, i monaci si posero il problema di dotare l’Abbazia di un birrificio e già in un documento del 1861, l’Abate Hyacinte Buoteca ne autorizza la costruzione. Il birrificio è operativo già nel 1863 (venne addirittura usata la dinamite per scavare i pozzi per l’acqua necessaria alla produzione). Le prime birre prodotte, naturalmente avevano ben poco a che vedere con le attuali produzioni Chimay, trattandosi perlopiù di birre che prendevano a modello le birre prodotte al tempo in Baviera, e il processo di birrificazione venne commissionato da padre Hyacinte Bouteca a laici che lavoravano all’interno del birrificio sotto la stretta osservanza dell’Abate. Anche quella di Scourmont ondivise il destino di molte altre abbazie durante i vari conflitti, sopratutto durante la seconda guerra mondiale, quando i tedeschi per ben due volte costrinsero i monaci ad abbandonare il loro monastero. La vera svolta di Chimay avviene nel 1948, quando per riprendere la produzione, viene interpellato il famoso professor De Clerck dell’Università di Lovanio. Costui riuscì a sposare lo spirito monastico dell’arte di birrificare con le nuove tecnologie produttive che si facevano largo e grazie anche a Padre Theodore, che in quegli anni coltivò ed isolò il famoso “lievito di Chimay” si poserò le basi per il successo delle birre di Scourmont. Per la Pasqua del 1948 viene prodotta per la prima volta la Chimay tappo blu, mentre per le altre due sorelle si devono aspettare gli anni 50 per la tappo rosso, e il 1966 per la tappo bianco.
Color mogano, la Chimay tappo rosso si presenta con una schiuma bianca, costituita da bollicine fini. La sua persistenza è nella media, ma un bell’anello di schiumoso di mezzo centrimetro delizierà la vostra vista per tutta la durata della bevuta. L’olfatto vale di per sè la scelta. Bouchet floreale di eccezionale fraganza adagiato su un ricco tappeto di malto e spezie.
In bocca le primissime sensazioni tengono a galla il già citato malto, ma fruttato e speziato dominano l’aroma con note di susine, noci, ribes ma soprattutto si colgono con facilità datteri e fichi secchi. Il gusto, tutto sommato è dolce, con un’inconsistente e timida impennata amara sul finale. Il corpo è strutturato egregiamente, con una gradazione alcolica (7°) mai invasiva.
Una birra piacevolissima, forse la più conosciuta tra le trappiste (anche tra i meno intenditori ed appasionati) e per questo spesso dimenticata da chi fa della birra una vera e propria passione, ma sicuramente da riscoprire alla prima buona occasione. Non vi deluderà.
Valutazione personale: 3,8 / 5
Francesco Donato
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