Hacker-Pschorr Weisse (Hacker-Pschorr Brau)

hackerpschorrLa Germania e le sue birre di frumento: L’Hacker-Pschorr Weisse.

 

 

 

 

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La storia della birra Hacker-Pschorr ha inizio nel 1417, anno di fondazione del birrificio Hacker a Monaco di Baviera.

Joseph Pschorr, alla fine del XVII secolo, acquista il birrificio Hacker dal suocero e , in un secondo momento fonda un birrificio con il nome Pschorr. Alla sua morte i suoi due figli ereditarono ciascuno i due birrifici, uno l’Hacker e l’altro il Pschorr. Nel 1972, Hacker e Pschorr si fusero per formare la Hacker-Pschorr, ma le birre vennero vendute sempre come marchi distinti fino al 1975.

Il birrificio Hacker-Pschorr è uno dei sei fabbricanti di birra ufficiali (insieme a Spaten, Paulaner, HofBrau, Augustiner, Lowenbrau) dell’Oktoberfest a Monaco di Baviera.

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Apprezzatissima tra le Weisse bavaresi (la sola città di Monaco conta “big” al frumento del calibro di Paulaner Weisse, Augustiner Weisse, HB Weisse, Franziskaner Weisse, solo per citare le più note) l’Hacker-Pschorr Weisse si presenta con un classico colore giallo opaco (torbida e schiumosa), perfettamente nei canoni stilistici. La schiuma è costituita da bolle di media grandezza e anche la persistenza della stessa è in pefetto stile Weisse. Insomma il cappello di schiuma che, con il rispetto delle “regole” di servizio tipiche delle birre di frumento, si viene a creare, è molto invitante. In effetti, la birra risulta molto beverina e rinfrescante, e si presterebbe bene a rappresentare lo stile soprattutto nei confronti di chi, magari, non ha mai avuto l’occasione di bere una Weisse. I sentori olfattivi sono abbastanza tipici, con un citrico abbastanza pungente in primo piano e una percezione di banana incombente. L’aroma dondola agilmente tra il dolce (note di miele e lievito) e il citrico, con un restrogusto finale risolto su un mitigato amaro.

Curiosità: Il ritratto raffigurato sul bicchiere e sull’etichetta dell’Hacker-Pschorr è quello di Georg Pschorr, proprietario del birrificio nei anni del 1800.

Valutazione personale: 3,4 / 5

Francesco Donato

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