Le birre trappiste: La Trappe Dubbel (Olanda).
La birra trappista La Trappe viene prodotta nell’abbazia di Onze Lieve Vrouw (significa penna di pecora) a Koningshoeven, vicino Tilburg, nella regione del Brabante olandese. Da qui si evince subito la prima particolarità di questa abbazia, ovvero che non si tratta di una trappista belga, bensì olandese. Infatti, tra le sette abbazie che possono fregiarsi del logo “authentic trappist product” , La Trappe è l’unica abbazia posta oltre il confine nord del Belgio, in piano territorio olandese. La storia de La Trappe inizia addirittura in Francia, nel lontano 1880, allorqaundo l’allora abate del monastero di Saint-Marie-du-Mont a Mont-des-Cats, vedendo minacciata l’esistenza della sua comunità in terra francese, diede incarico ad un suo monaco di fiducia di cercare un posto lontano e sicuro per trasferire l’intera comunità. Scartate le opzioni Inghilterra, Germania, Belgio, la scelta ricade sull’Olanda e in particolare sulla zona di Tilburg, precisamente a Koningshoeven (giardino del re). I terreni di Koningshoeven vengono offerti a titolo gratuito dalla famiglia Houben di Tilburg (in precedenza erano stati posseduti dal re d’Olanda Guglielmo II, da qui ne deriva il nome) ai monaci francesi che ne prendono possesso il 4 marzo 1881. I monaci iniziano a coltivare la terra per provvedere alla loro sussistenza ma ben presto si rendono conto che ciò da solo non batsa, così nel 1883 viene costruita una birreria, che diventerà pian piano la prima fonte di reddito del monastero. Inoltre la produzione inizia ad essere apprezzata anche al di fuori del monastero, e i successi di vendita aumentano ulteriomente dopo un importante ammodernamento degli impianti nel 1926. Con l’avvento delle pils tedesche sul mercato (siamo a cavallo della seconda guerra mondiale) anche la La Trappe risente della crisi che investe l’alta fermentazione, tant’è che dopo aver cercato di fronteggiare il problema (introducendo addirittura la produzione di…limonate!) dedidono sconsolatamente di vendere, spinti in questa scelta anche dalla carenza di vocazioni che aveva portato l’età media dei monaci del monastero ad impennarsi pericolosamente. L’aquirente si chiama Artois, il partner ideale per fronteggiare il mercato. Il contratto con Artois prevede clausole interessanti, come la cessione degli impianti al gruppo industriale per 10 anni, con la possibilità di rinnovare il contratto se la produzione fosse mantenuta all’interno del monastero. Naturalmente in quei 10 anni, com’ era abbastanza prevedibile, l’Artois snobba categoricamente la possibilità di mantenere la produzione delle birre trappiste e riempie i fermentatori della birreria di “produzioni” molto più legate alla sua fama. Passati i 10 anni l’Artois non rinnova il contratto, e il 18 giugno 1980 i monaci si riappropriano dei loro stabilimenti ricominciado a produrre le loro birre (in quegli anni vengono prodotte le loro birre più famose come la Dubbel, la Tripel, la Quadrupel). Dal 1985. iniziano anche l’esportazione su scala mondiale, coadiuvati in questa fase dal gruppo belga John Martin. Il mercato si allarga e i monaci invece diminuiscono e si fanno sempre più anziani. Così, nel 1998, La Trappe, per esistere è costretta a stringere un rapporto commerciale con il grosso gruppo birrario olandese Bavaria. I monaci si ritirano anche dal controllo diretto della produzione, causa che scatena l’azione dell’AIT che ritira l’autorizzazione al monastero di fregiarsi del logo. Solo nel 2005, quando le cose tornano apparentemente “a posto” l’autorizzazione viene riconcessa.
La Trappe Dubbel si presenta con un bel color bruno con riflessi rubino, schiuma poco persistente. L’olfatto risulta complesso, e perlopiù giocato su chiari sentori di frutta matura, come datteri e soprattutto banana, smussato da tratti vinosi che richiamano alla memoria il vino alla mandorla. In bocca si percepisce una discreta frizzantezza, aroma dolce con bellissime note di cioccolato e caffè in primo piano.
Valutazione personale: 4 / 5
Francesco Donato
Altre recensioni o informazioni su Brouwerij de Koningshoeven vedi anche: La Trappe Witte - La Trappe Puur.
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