La Scozia e le sue birre: La Punk IPA della Brewdog Brewery.
“We are proud to be an intrepid David in a desperate ocean of insipid Goliaths” (Siamo orgogliosi di essere un intrepido Davide in un disperato oceano di insipidi Golia), “Our beers are in no way commercial or mainstream” (Le nostre birre non sono in alcun modo commerciali o tradizionali), “We are proud to be an alternative” (Siamo orgogliosi di essere un’alternativa). Con questi nobili proclami si presenta sul suo sito il birrificio scozzese più amato, odiato, discusso, apprezzato, ma, senza ombra di dubbio, più chiacchiarato del momento. A chi vive la birra artigianale ponendo costante attenzione a quello che accade un pò in giro all’interno del panorama brassicolo, sicuramente non saranno passate inosservate le sempre più frequenti, strampalate e inconsuete trovate dei Brewdog boys. Si potrebbero citare la Nanny State, o,5° alcolici ma un IBU teorico (Internetional Bitter Units, l’unità di misura per l’amaro) di 225, o la guerra a distanza con i tedeschi per produrre la birra più forte del mondo che in pochi mesi ha visto tirar fuori dal cilindro dei ragazzacci scozzesi prima la Tactical Nuclear Penguin (guardatevi il video per capire chi avrete di fronte quando stapperete una loro birra) di “appena” 32°, soppiantata ben presto dalla Sink the Bismark, in risposta ad un birrificio tedesco che si era “permesso” di soppinatare dal trono di birra più forte del mondo il pinguino della Brewdog. 41° e tedeschi battuti in casa (tutte e tre le birre sono state prodotte infatti con una tecnica prettamente tedesca di distallazione a freddo, mediante la quale viene rimosso il ghiaccio per concentrare il grado alcolico, generando una birra chiamata Eisbock). Maestri nella comunicazione, si affidano molto spesso ad un’asfissiante campagna di marketing per promuovere i loro prodotti, cosa non sempre vista di buon occhio dai più tradizionalisti. A prescindere da tutto, vi è da dire che questi ragazzi hanno scatenato un bel pò di sano fermento nella già abbastanza attiva scena scozzese, in virtù soprattutto dell’apprezzabile qualità di molte loro produzioni. Il birrificio è stato fondato nell’aprile del 2007 da James B. Watt e Martin Dickie in quel di Fraserburgh, nell’Aberdeenshire.
Ottimo esempio di IPA, la creatura della Brewdog si presenta con un bel colore chiaro (gioca un gran ruolo in tal senso la filtrazione a cui è sottoposta) a metà strada tra il giallo paglierino e il color camomilla. Punto di forza, indubbiamente, ciò che giunge subito al naso. Eleganti e incisivi i segnali, con un taglio agrumato da luppolo che vira decisamente verso Nuova Zelanda. Più marcata la spinta olfattiva del pompelmo, con una punta di ananas che ne segue la scia. In bocca scivola lineare, con un corpo agile e una corsa diretta. L’amaro, in conclusione, segue un filo continuo senza sbalzi finali tipici di altre cuginette iperluppolate.
Francesco Donato
Altre recensioni o informazioni su Brewdog Brewery vedi anche: Nanny State - Hardcore IPA - Trashy Blonde.
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