Il Belgio e le sue birre: La ‘T Smisje Sleedoorn della Redenboog Brouwerj.
Una cosa è certa. Stappando una birra della Smisje non sai mai come andrà a finire, nel bene o nel male, il birrificio De Redenboog riesce sempre e comunque a stupire e spiazzare il consumatore. Reazioni frutto probabilmente dell’esasperata smania di sperimentazione che non sempre, nel caso della Smisje in particolare, cammina di pari passo con la stabilità del prodotto. Prendi la bottiglia, la guardi in controluce, ammiri l’etichetta (c’è da dire sempre splendide quelle di Brandt) in stile natalizio e ti aspetti una birra. La versi, l’annussi, l’assaggi e della birra che ti aspetti nemmeno un lontano retaggio. Pensi cose non proprio carine, magari una probabile bottiglia poco fortunata. Ti informi in giro, chiedi a chi già l’ha provata magari più di una volta, e a quanto pare, non si scappa. E’ proprio così come l’hai trovata.
Appena versata nel bicchiere si crea una bella schiuma densa, profumata, e aderente ma, colpo di scena, nel volgere di pochissimi secondi il muro schiumoso si sgretola come sabbia facendo perdere di sè ogni traccia. Il colore è un particolarissimo arancio torbido con riflessi violacei.
Avviciniamo il naso. Ci sentiamo pizzicare leggermente mentre salgono chiari sentori vinosi. Il corpo è striminzito, forse il più scarno tra tutte le Smisje provate, mentre è l’aroma a sorprenderci ancora di più: lamponi, more con un finale abbastanza acidulo.
Produzione bizzarra che gongola ai confini del genere flemish. Quantomeno da riprovare.
Francesco Donato
Altre recensioni o informazioni su Redenboog Brouwerij vedi anche: T’Smisje Tripel



