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	<title>Beer Emotion &#187; Cultura birraria</title>
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	<description>Sito dell&#039;associazione culturale, all&#039;interno recensioni sulle birre, homebrewing, cultura birraria, eventi, guide, interviste.</description>
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		<title>Gli stili: ALTBIER</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 17:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura birraria]]></category>

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		<description><![CDATA[La Germania ed i suoi stili: Altbier. Dopo aver parlato di Kölsch sarebbe quasi un sacrilegio non proseguire la carrellata degli stili lasciandoci dietro l&#8217;Altbier. Se la Kölsch infatti è la birra che rappresenta Colonia, l&#8217;Altbier è di fatto la birra ufficiale di Düsseldorf. Alla rivalità tra le due città fa quindi leva un campanilismo birrario quasi esasperato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/12/Altbier.jpg" rel="lightbox[4467]"></a><img class="alignleft size-full wp-image-4472" style="border: black 1px solid;" title="Altbier" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/12/Altbier1.jpg" alt="" width="200" height="244" /><span style="color: #000000;">La <strong>Germania</strong> ed i suoi stili: </span><strong><span style="color: #000000;">Altbier.</span><span id="more-4467"></span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">Dopo aver parlato di</span> <a href="http://www.beeremotion.com/cultura-birraia/gli-stili-kolsch/"><strong>Kölsch</strong></a> <span style="color: #000000;">sarebbe quasi un sacrilegio non proseguire la carrellata degli stili lasciandoci dietro l&#8217;<strong><em>Altbier</em></strong>. Se la <strong><em>Kölsch</em></strong> infatti è la birra che rappresenta <strong>Colonia</strong>, l&#8217;<em><strong>Altbier</strong> </em>è di fatto la birra ufficiale di <strong>Düsseldorf. </strong>Alla rivalità tra le due città fa quindi leva un campanilismo birrario quasi esasperato, antico quanto i due stili. Insomma, non sognatevi mai di chiedere un&#8217;Altbier in quel di Colonia o viceversa una Kölsch a Düsseldorf! Forse non rischierete il linciaggio ma sicuramente vi guadagnerete un paio di brutte occhiatacce.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;<strong>Altbier </strong>è una birra ad alta fermentazione, prodotta di norma con malti scuri. Fin qui nulla di strano, ma a</span><span style="color: #800000;"> <span style="text-decoration: underline;">caratterizzare</span> </span><span style="color: #000000;">l&#8217;<strong>Altbier </strong>è il fatto che fermentata ad una temperatura compresa tra i 15 e i 22 gradi, viene lasciata maturare a temperature molto più basse (tra 0 e 8 gradi) per un periodo che può variare tra le 3 e le 8 settimane.</span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000000;">Ma perchè <strong>Altbier</strong>?</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alt in tedesco significa <em>vecchio</em> e verrebbe da pensare in prima analisi ad una birra da bere invecchiata o al fatto che venga prodotta sfruttando l&#8217;alta fermentazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Niente di tutto ciò. L&#8217;Altbier prende il nome esclusivamente dall&#8217;antico metodo di produzione tedesco tipico delle regioni di Düsseldorf  e di Niederrhein, in un periodo in cui si affacciava prepotentemente il dominio delle lager. <strong>Altbier</strong> <em>(vecchia birra)</em> fa quindi esclusivamente riferimento all&#8217;anzianità della metodologia di produzione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fino gli anni 50,<strong> </strong>l&#8217;<strong>Altbier</strong> inoltre era chiamata <strong><em>Düssel</em> </strong>(da <em>Düssel</em>dorf), ma poiché il termine non è più Indicazione protetta dell&#8217;origine, l&#8217;<strong>Altbier </strong>può anche essere prodotto fuori della regione de Düsseldorf.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma veniamo alle</span> <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #800000;">caratteristiche tipiche dello stile</span></span>.</p>
<p><span style="color: #000000;">Si tratta di una birra spiccatamente maltata, morbida in bocca, con un colore che può andare dal ramato al bruno scuro, leggermente luppolata (in genere luppolo di tipo Spalt) è dotata di un amaro presente, ma mai dominante. La sua gradazione alcolica si aggira sui 4-5 gradi, rendendola una birra abbastanza facile da bere.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tra le <strong>Altbier</strong> più conosciute meritano menzione:</span></p>
<p><strong><a href="http://www.beeremotion.com/birre/bolten-ur-alt-brauerei-bolten/#more-4491">Bolten Alt</a></strong>, <span style="color: #000000;"><strong>Diebels Alt</strong>, <strong>Frankenheim Alt</strong>, <strong>Füchschen Alt</strong>, <strong>Gatz Altbier</strong>, <strong>Hannen Alt</strong>, <strong>Hansa Alt</strong>, <strong>Schumacher Alt</strong>, <strong>Uerige</strong>.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000000;">Francesco Donato</span></strong></p>
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		<title>Gli stili: KÖLSCH</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 11:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura birraria]]></category>

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		<description><![CDATA[La Germania ed i suoi stili: Kölsch. Quando si parla di Germania in campo birrario si tende spesso ad essere riduttivi, generalizzando e racchiudendo l&#8217;arte brassicola tedesca in quei pochi, ma ben riconoscibili stili che sono diventati vere e proprie icone birrarie dell&#8217;intera nazione. Chi non ha  mai associato, a buon diritto per certi versi, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/09/47481_1513216702945_1010227241_1479829_950628_n.jpg" rel="lightbox[3732]"><img class="alignleft size-full wp-image-3778" style="border: black 1px solid;" title="47481_1513216702945_1010227241_1479829_950628_n" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/09/47481_1513216702945_1010227241_1479829_950628_n.jpg" alt="47481_1513216702945_1010227241_1479829_950628_n" width="200" height="200" /></a>La <strong>Germania</strong> ed i suoi stili: <strong>Kölsch.<span id="more-3732"></span></strong></p>
<p>Quando si parla di Germania in campo birrario si tende spesso ad essere riduttivi, generalizzando e racchiudendo l&#8217;arte brassicola tedesca in quei pochi, ma ben riconoscibili stili che sono diventati vere e proprie icone birrarie dell&#8217;intera nazione. Chi non ha  mai associato, a buon diritto per certi versi, la birra tedesca ad una schiumosa ed esuberante <span style="color: #0000ff;">weizen</span>, ad una fresca <span style="color: #0000ff;">lager</span> o ad una leggera <span style="color: #0000ff;">helles</span>?</p>
<p>Tutto qui? No, perchè la Germania è patria di tanti altri stili (qualcuno di essi purtroppo in via di estinzione) molti dei quali legati in modo viscerale al territorio.</p>
<p>Esempio lampante è la <strong>Kölschbier,</strong> la birra di Colonia.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3782" style="border: 0px;" title="7141409a8e910ac65d9c5b0431df926f" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/09/7141409a8e910ac65d9c5b0431df926f1.jpg" alt="7141409a8e910ac65d9c5b0431df926f" width="265" height="177" /><img class="alignleft size-full wp-image-3783" style="border: 0px;" title="fruenachmittags-600_01" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/09/fruenachmittags-600_01.jpg" alt="fruenachmittags-600_01" width="265" height="177" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Colonia</strong> (<em>Köln</em> in tedesco<em> </em>e <em>Kölle</em> nel dialetto locale) è una città di quasi un milione di abitanti, famosa per essere considerata la capitale economica, culturale e storica della Renania. Chi si avventura per le sue strade non potrà fare a meno di notare la totale devozione della popolazione locale ad un&#8217;unica e sola birra: la <strong>Kölschbier,</strong> chiamata più semplicemente <strong>Kölsch, </strong>come d&#8217;altronde il dialetto parlato a Colonia.<strong> </strong>Si può quindi dare pienamente ragione a chi afferma che la<strong> Kölsch</strong> è &#8220;l&#8217;unica lingua che si beve e si parla&#8221;!</p>
<p>Prodotta secondo i dettami dell&#8217;Editto della purezza del <strong>1516 </strong>(secondo questo editto emanato da Guglielmo IV di Baviera, la birra in Germania doveva essere prodotta utilizzando esclusivamente acqua, malto d&#8217;orzo e luppolo) la <strong>Kölsch </strong>è oggetto di <span style="text-decoration: underline;">indicazione geografica protetta</span> e i criteri per la sua produzione sono sottoposti ad un regolamento a livello locale, la <strong><em>Kölsch Konvention</em></strong>,<strong><em> </em></strong>che il <span style="color: #800000;">6 marzo 1986</span> raccolse i birrifici prodottori di <strong>Kölsch</strong> in un unico accordo.</p>
<p>Ma cos&#8217;ha di tanto particolare una <strong>Kölsch </strong>per distinguersi così marcatamente dagli altri stili <em>in auge</em> in Germania?</p>
<p>All&#8217;apparenza direte nulla. E concordo in pieno.</p>
<p>Chiara, limpidissima (sottoposta a filtraggio) e dotata di una buona schiuma, potrebbe essere tranquillamente scambiata per una <span style="color: #0000ff;">helles</span> o per una <span style="color: #0000ff;">lager</span>.</p>
<p>Ma, fattore di distinzione determinante, la <strong>Kölsch</strong> è prodotta sfruttando l&#8217;<span style="text-decoration: underline;">alta fermentazione</span>, a differenza della maggior parte degli stili sopramenzionati (lager, helles, pilsner&#8230;), capisaldi della bassa fermentazione.</p>
<p>Ciò in cosa caratterizza la nostra <strong>Kölsch</strong>?</p>
<p>Innanzi tutto in un &#8220;lavoro&#8221; diverso da parte dei lieviti. I lieviti ad alta fermentazione le donano particolari accenti fruttati (mela, pera, ecc&#8230;) del tutto irriscontrabili per esempio in una lager! Inoltre la luppolatura è poco invasiva e i sentori dolci di malto dominano quasi interamente la scena, e molte <strong>Kölsch,</strong> tra l&#8217;altro, conteplano la presenza di una piccola percentuale di malto di frumento. La gradazione alcolica è contenuta, e gira intorno ai <strong>4,5° &#8211; 5°. </strong></p>
<p>Tra le <strong>Kölsch</strong> più famose meritano mezione:<strong> </strong></p>
<p><strong><a href="http://www.beeremotion.com/birre/fruh-kolsch-brauerei-fruh-am-dom/#more-3734">Früh Kölsch</a>, <a href="http://www.beeremotion.com/birre/sion-kolsch-brauhaus-sion/#more-2522">Sion Kölsch</a>, Küppers Kölsch, <a href="http://www.beeremotion.com/birre/gaffel-kolsch-brauerei-gaffel-2/#more-3867">Gaffel Kölsch</a>, <a href="http://www.beeremotion.com/birre/gilden-kolsch-brauerei-gilden/">Gilden Kölsch</a>, Kurfürsten Kölsch, <a href="http://www.beeremotion.com/birre/dom-kolsch-dom-brauerei/">Dom Kölsch</a>.</strong></p>
<p>Tutte, purtroppo, di difficilissima reperibilità nel nostro paese. In ogni caso, ci sono degli esempi di stile nostrani come la <strong>Rodersch</strong> del birrificio<strong> BI-DU </strong>e <strong>La Kölsch </strong>del birrificio campano<strong> St. John&#8217;s</strong> che possono fungere da ottimi indicatori.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-3784" style="border: 0px;" title="5454633" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/09/K_C3_B6bes__K_C3_B6lsch__dpapropertyInhaltsbild.jpg" alt="5454633" width="265" height="177" /><img class="alignleft size-full wp-image-3785" style="border: 0px;" title="gaffel_koelsch_kranz" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/09/gaffel_koelsch_kranz.jpg" alt="gaffel_koelsch_kranz" width="265" height="177" /></p>
<p>Altra caratteristica delle <strong>Kölsch,</strong> legata perlopiù al servizio, è il particolare bicchiere, anch&#8217;esso maledettamente difficile da reperire!</p>
<p>Chiamato appunto <strong>Kölschglas</strong> (o <em>Kölner Stange</em>, da 0,2 l) è un bicchiere cilindrico dalla forma allungata e stretta, servito a Colonia dai mitici <strong>Köbes,</strong> simpatici camerieri sulla cinquantina che porteranno automaticamente un bicchiere pieno di <strong>Kölsch</strong> al vostro tavolo ogni volta che il precedente starà per finire! Caratteristico anche il vassoio (<em>Kränze</em>, corone) forato e munito di manico centrale che può contenere fino a 16 <strong>Kölschglas!</strong></p>
<p><strong> Francesco Donato</strong></p>
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		<title>La Birra Trappista (PARTE III &#8211; Tutte le birre bottiglia per bottiglia)</title>
		<link>http://www.beeremotion.com/cultura-birraria/la-birra-trappista-parte-iii-tutte-le-birre-bottiglia-per-bottiglia/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Jun 2010 10:41:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura birraria]]></category>

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		<description><![CDATA[ La Birra Trappista parte terza: Tutte le bottiglie trappiste.           III° PASSO : TUTTE LE BIRRE BOTTIGLIA PER BOTTIGLIA Alla luce di quanto detto finora (Parte I e Parte II), è facile dedurre che non c&#8217;è nulla di più sbagliato nel chiedere genericamente una birra trappista. Ribadiamo che il termine &#8220;trappista&#8221; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/orval5.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="alignleft size-full wp-image-2627" style="border: black 1px solid;" title="orval5" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/orval5.jpg" alt="orval5" width="200" height="200" /></a> La Birra Trappista </strong>parte terza: Tutte le bottiglie trappiste.<span id="more-1179"></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>III° PASSO :</strong> <span style="text-decoration: underline;">TUTTE LE BIRRE BOTTIGLIA PER BOTTIGLIA</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Alla luce di quanto detto finora (<a href="http://www.beeremotion.com/?p=1045">Parte I</a> e <a href="http://www.beeremotion.com/?p=1070">Parte II</a>), è facile dedurre che non c&#8217;è nulla di più sbagliato nel chiedere <span style="text-decoration: underline;">genericamente</span> una birra trappista. Ribadiamo che il termine &#8220;trappista&#8221; si riferisce esclusivamente ad un prodotto d&#8217;origine quindi, di conseguenza, non indica alcuno stile preciso e particolare. Paradossalmente chi ordina una birra trappista con poca cognizione di causa potrà vedersi servita tranquillamente una corposa e chiara <em>Westmalle tripel</em>, o una scura e maltata <em>Westvleteren</em> o magari una più leggera e luppolata <em>Orval</em>. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il campo di scelta entro cui si muovono le birre trappiste è molto ampio, sia per quanto riguarda <span style="color: #3366ff;">stili</span> (dubbel, tripel, quadrupel, blonde, blanche) <span style="color: #3366ff;">colorazione</span> (si può passare, ad esempio, dal giallo paglierino di una <em>La Trappe Witte </em>ad un bruno scuro di una <em>Rochefort 10</em>), <span style="color: #3366ff;">gradazione alcolica</span> (6,2° per un <em>Orval</em>, ma 11,2° per una <em>Rochefort 10</em>) e non per ultimo punto di vista, in termini di <span style="color: #3366ff;">corposità</span>. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma identifichiamo<strong> una</strong> <strong>per</strong> <strong>una</strong>, senza entrare nelle specifiche caratteristiche di ciascuna (cosa che faremo in modo più dettagliato nei nostri articoli) le birre trappiste.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> L&#8217;<strong>Abbaye De Notre-Dame de Scourmont </strong>produce la birra <strong>Chimay</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La linea <strong>Chimay</strong> si compone di <strong>3</strong> birre che vengono usualmente identificate con il colore del tappo (e dell&#8217;etichetta). </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0070.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2628 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_0070" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0070.jpg" alt="DSC_0070" width="265" height="177" /></a><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0593.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2629 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_0593" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0593.jpg" alt="DSC_0593" width="265" height="177" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><a href="http://www.beeremotion.com/birre/chimay-red-cap-brasserie-de-labbaye-de-scourmont/">Red Cap</a></strong> (7°), <strong>White Cap</strong> (8°), <strong>Blue Cap</strong> (9°). </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Oltre al formato da 33cl, vengono anche commercializzate nel formato da 75cl. In questo caso alla bottiglia viene associato anche un nome identificativo: così la Red Cap nel formato da 75cl diventa la <strong>Première</strong>,  la White Cap si chiamerà <strong>Cinq Cents, </strong>e la Blue Cap invece <strong>Grande Rèserve. </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nella <strong>Grande Rèserve</strong> ci si può imbattere in versioni limitate da 1,5 e 3 lt.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La &#8220;tappo blu&#8221; è una birra millesimata. Nell&#8217;etichetta è impressa la data di imbottigliamento in quanto si presta in maniera particolare all&#8217;invecchiamento e alla degustazione dopo parecchi anni.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;Abbazia produce anche la <strong>Chimay Dorèe</strong> (4,8°), birra non commercializzata che è possibile bere solo presso l&#8217;Abbazia o presso la vicina locanda associata all&#8217;Abbazia, <em>Auberge de Poteaupré</em>. I monaci stessi bevono questa birra.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-2643" style="border: 0px;" title="logo_authentic_trappist_product" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/logo_authentic_trappist_product1.bmp" alt="logo_authentic_trappist_product" width="50" height="50" /></strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;Abbazia Trappista di Westmalle</strong> (in <em>fiammingo</em>: <strong>Abdij der trappisten van Westmalle) </strong>produce le birre trappiste più vendute in Belgio. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">La sua linea commerciale è composta esclusivamente da due &#8220;colossi brassicoli&#8221;.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Westmalle Tripel</strong> (9,5°) e <a href="http://www.beeremotion.com/?p=123"><strong>Westmalle Dubbel</strong> </a>(7°).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0079.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2630 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_0079" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0079.jpg" alt="DSC_0079" width="265" height="177" /></a><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_1356.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2631 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_1356" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_1356.jpg" alt="DSC_1356" width="265" height="177" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">E&#8217; stata proprio la Westmalle a coniare i termini &#8220;<em>tripel</em>&#8221; e &#8220;<em>dubbel</em>&#8220;. Le birre sono commercializzate sia nelle versioni da 33cl, sia da 75cl (la <strong>Westmalle Dubbel</strong> è commercializzata anche in fusti). Anche la Westmalle produce una birra non destinata ai normali canali di distribuzione, ovvero la <strong>Westmalle Extra</strong> (5°) disponibile solo al <em>Cafè Trappisten Westmalle</em>, vicino l&#8217;Abbazia.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><img class="aligncenter size-full wp-image-2644" style="border: 0px;" title="logo_authentic_trappist_product" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/logo_authentic_trappist_product2.bmp" alt="logo_authentic_trappist_product" width="50" height="50" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;<strong>Abbaye Notre-Dame de Saint-Remy, </strong>situata a Rochefort, nella provincia vallone di Namur, produce le<strong> </strong>birre Rochefort. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Appartengono a questa linea le birre <strong>Rochefort 6 </strong>(7,5°), <strong>Rochefort 8</strong> (9,2°)e <strong>Rochefort 10 </strong>(11,3°).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0080.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2632 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_0080" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0080.jpg" alt="DSC_0080" width="265" height="177" /></a><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0081.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2633 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_0081" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0081.jpg" alt="DSC_0081" width="265" height="177" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La numerazione non si riferisce all&#8217;attuale gradazione alcolica, bensì fa riferimento ad una vecchia scala di  misurazione alcolica belga, ormai in disuso, denominata<strong> <em>baumè</em></strong> (ma fino al 1993 era obbligatirio in Belgio questo tipo d&#8217;indicazione e l&#8217;accisa si pagava secondo questa scala). </span></p>
<p><span style="font-size: x-small;">Le birre<strong> Rochefort</strong> vengono commercializzate esclisivamente nel formato <strong>33cl</strong>.</span><span style="font-size: x-small;"> Solo della <strong>Rochefort 8</strong> si può trovare una versione limitata da <strong>1,5 lt</strong>.</span></p>
<p><span style="font-size: x-small;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-small;"><a href="_trappist_product3.bmp" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2645  aligncenter" style="border: 0px;" title="logo_authentic_trappist_product" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/logo_authentic_trappist_product3.bmp" alt="logo_authentic_trappist_product" width="50" height="50" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> L&#8217;<strong>Abbaye Notre-Dame d&#8217;Orval </strong>è l&#8217;abbazia trappista con la storia più affascinante e probabilmente con una delle birre più interessanti. Poche birre a livello internazionale posso vantare un legame così marcato con la Calabria. L&#8217;Abbazia d&#8217;Orval fu infatti fondata nel 1070 da monaci Benedettini provenienti proprio dalla nostra terra. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;abbazia produce un&#8217;unica, ma apprezzatissima birra. L&#8217;<strong>Orval</strong> (6,2°).</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0082.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2634 aligncenter" style="border: 0px;" title="DSC_0082" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0082.jpg" alt="DSC_0082" width="265" height="177" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">E&#8217; commercializzata solo nel formato da 33cl in una particolarissima bottiglia. La <strong>Petit Orval</strong> (3,5°), invece,<strong> </strong>è la birra destinata al consumo dei monaci e, naturalmente, non è distribuita dai consueti canali. </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><img class="size-full wp-image-2646  aligncenter" style="border: 0px;" title="logo_authentic_trappist_product" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/logo_authentic_trappist_product4.bmp" alt="logo_authentic_trappist_product" width="50" height="50" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;ultima Abbazia, in senso temporale, a fregiarsi del logo trappista (dal 1995) è quella di <strong>Notre-Dame di Sant-Benoît</strong>, ad <strong>Achel</strong> a 20 km da Eindhoven, proprio lungo il confine tra il Belgio e l&#8217;Olanda.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Produce esclusivamente tre birre.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Achel Blonde</strong> (8°), <strong>Achel Brune</strong> (8°) e <strong>Achel Extra</strong> (9,5°).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0075.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2635 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_0075" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0075.jpg" alt="DSC_0075" width="265" height="177" /></a><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0077.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2636 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_0077" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0077.jpg" alt="DSC_0077" width="265" height="177" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">La Blonde e la Brune sono commercializzate nel formato da 33cl. L&#8217;Extra solo nella versione da 75cl.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><img class="size-full wp-image-2647  aligncenter" style="border: 0px;" title="logo_authentic_trappist_product" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/logo_authentic_trappist_product5.bmp" alt="logo_authentic_trappist_product" width="50" height="50" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>L&#8217;abbazia di Saint-Sixtus a Westvleteren ( De Sint-Sixtusabdij van Westvleteren) </strong></span><span style="color: #000000;">produce le apprezzatissime birre <strong>Westveleteren</strong>. E&#8217; sicuramente la birreria trappista per antonomasia essendo le sue birre prodotte in quantità limitate, senza alcuna intenzione ad aumentare la capacità produttiva o interesse a soddisfare la crescente domanda di mercato (anni fa è stata giudicata dal sito <em>Ratebeer</em>  migliore birra al mondo, da allora si è scatenata una vera e propria caccia, con veri e propri pellegrinaggi dal momento che le birre vengono vendute, poche casse per volta, esclusivamente in loco). Bottiglie prive addirittura di etichetta (le bottiglie usate sono quelle dell&#8217;Abbazia di Westmalle) e non reperibili attraverso semplici canali di distribuzione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_05511.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2656 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_0551" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_05511.jpg" alt="DSC_0551" width="265" height="177" /></a><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_04872.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2657 alignnone" style="border: 0px;" title="DSC_0487" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_04872.jpg" alt="DSC_0487" width="265" height="177" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le birre di Saint-Sixtus sono: <strong>Westvleteren Blonde</strong> (5,8°), <strong>Westvleteren 8</strong> (8°), <strong>Westvleteren 12</strong> (10,2°).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0551.jpg" rel="lightbox[1179]"></a><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0487.jpg" rel="lightbox[1179]"></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><img class="size-full wp-image-2648  aligncenter" style="border: 0px;" title="logo_authentic_trappist_product" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/logo_authentic_trappist_product6.bmp" alt="logo_authentic_trappist_product" width="50" height="50" /></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Chiudiamo questa affascinante panoramica con la più &#8220;discussa&#8221; birra trappista, l&#8217;unica non belga (ma olandese) tra le sette, a potersi fregiare del logo “authentic trappist product”: <strong>La Trappe</strong>, prodotta nell&#8217;abbazia di <strong>Onze Lieve Vrouw</strong> (“penna di pecora”) in quel di <strong>Koningshoeven</strong> (3 Km da Tilbug), nella provincia olandese del Brabante. Chiariamo subito il concetto di &#8220;discussa&#8221; tirato in ballo in avvio. Nel 1998 i monaci di Koningshoeven strinsero un accordo commerciale con il colosso olandese <strong>Bavaria</strong>, non esercitando più il controllo diretto della produzione. L&#8217;autorizzazione a fregiarsi del logo venne naturalmente ritirata, ma fu restituita nel <strong>2005</strong> dopo lunghe e patetiche controversie. La Trappe, possiede anche la linea di etichette più ampia, in linea con il mercato olandese, sempre votato alla ricerca della novità.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0084.jpg" rel="lightbox[1179]"><img class="size-full wp-image-2639 aligncenter" style="border: 0px;" title="DSC_0084" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2010/06/DSC_0084.jpg" alt="DSC_0084" width="265" height="177" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le birre prodotte sono: <strong>La</strong> <strong>Trappe Blonde </strong>(6,5°), <strong><a href="http://www.beeremotion.com/birre/la-trappe-dubbel-brouwerij-de-koningshoeven/">La Trappe Dubbel</a></strong> (7°), <strong>La Trappe Tripel</strong> (8°), <strong>La Trappe Quadrupel</strong> (10°), <strong><a href="http://www.beeremotion.com/birre/la-trappe-witte-brouwerij-de-koningshoeven/">La Trappe Witte</a></strong> (5,5°), <strong>La Trappe Bockbier</strong> (7°), <strong>La Trappe Isid&#8217;Or</strong> (7,5°), <strong><a href="http://www.beeremotion.com/birre/la-trappe-puur-brouwerij-de-koningshoeven/">La Trappe Puur</a></strong>  (4,7°) e <strong>La Trappe Quadrupel Oak Aged</strong> (10°).</span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;"><strong><em>Francesco Donato</em></strong></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="color: #ffffff;"> WestvleterenKoningshoeven, nella provincia olandese del Brabante</span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="color: #ffffff;">De Sint-Sixtusabdij van Westvleteren </span></span></p>
<p><span style="font-size: xx-small;"><span style="color: #ffffff;">De Sint-Sixtusabdij van Westvleteren </span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"><em><span style="color: #000000;"> </span></em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Birra Trappista (PARTE II &#8211;  L&#8217;Associazione Trappista Internazionale)</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 13:14:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura birraria]]></category>

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		<description><![CDATA[  La Birra Trappista parte seconda: Si entra nel vivo&#8230;.            II° PASSO : L&#8217;ASSOCIAZIONE TRAPPISTA INTERNAZIONALE Le vicessitudini legate alla rivoluzione francese prima, e alle guerre mondiali dopo, non rispiarmiarono i monasteri trappisti che più volte vennero distrutti e ricostruti. Successivamente, con l&#8217;accrescere della fama di prodotto di qualità riferito alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">  <a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/monacotrappista5.jpg" rel="lightbox[1070]"><img class="alignleft size-full wp-image-1108" style="border: black 1px solid;" title="monacotrappista" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/monacotrappista5.jpg" alt="monacotrappista" width="200" height="200" /></a></span><span style="color: #000000;">La <strong>Birra Trappista</strong> parte seconda: Si entra nel vivo&#8230;.<span id="more-1070"></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span></p>
<p><span style="color: #000000;"> <span style="color: #000000;"><strong>II° PASSO :</strong> <span style="text-decoration: underline;">L&#8217;ASSOCIAZIONE TRAPPISTA INTERNAZIONALE</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Le vicessitudini legate alla rivoluzione francese prima, e alle guerre mondiali dopo, non rispiarmiarono i monasteri trappisti che più volte vennero distrutti e ricostruti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Successivamente, con l&#8217;accrescere della fama di prodotto di qualità riferito alle birre trappiste, molti produttori di birra, legarono indebitamente i loro marchi alla denominazione &#8220;trappista&#8221;, cercando chiaramente un facile riscontro economico da tale sfruttamento.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/witkap_vitrosmall3.jpg" rel="lightbox[1070]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1117" style="border: 0px;" title="witkap_vitrosmall" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/witkap_vitrosmall3.jpg" alt="witkap_vitrosmall" width="250" height="129" /></a><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/witkap_vitrosmall1.jpg" rel="lightbox[1070]"></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">Il risultato era garantito. Di fatto, nell&#8217;immaginario del consumatore medio di birra andava formandosi sempre più la convinzione che la birra monastica fosse di qualità superiore e garanzia di bontà, poco importava dove o da chi veniva prodotta, bastava un nome con palese riferimento religioso, una bella etichetta magari con un monaco in bella evidenza, la dicitura &#8220;trappista&#8221;, ed il gioco era fatto.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/3299622317_f3c53bf6c82.jpg" rel="lightbox[1070]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1140" style="border: 0px;" title="3299622317_f3c53bf6c8" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/3299622317_f3c53bf6c82.jpg" alt="3299622317_f3c53bf6c8" width="250" height="129" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">I primi passi verso una vera e propria tutela della denominazione li mosse l&#8217;<strong>Abbazia di Orval</strong>. </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/orval1.gif" rel="lightbox[1070]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1143" style="border: 0px;" title="orval" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/orval1.gif" alt="orval" width="250" height="129" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">I monaci di <strong>Orval</strong>, tra i più aggueriti difensori della tradizione brassicola trappista, ingaggiarono degli avvocati e diedero il &#8220;la&#8221; ad un vero e proprio iter giuridico che porterà ottimi risultati. Infatti, da quel momento, <em>l&#8217;uso abusivo della denominazione trappista è perseguibile a norma di legge, in quanto fa diretto riferimento a denominazione di origine del prodotto</em>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A dar mano forte ai monaci brassicoli ci penso il<strong> 6 settembre 1985</strong> il tribunale commerciale di <strong>Bruxelles</strong> dichiarando: <em>&#8220;Si sa ormai che il pubblico attribuisce delle caratteristiche particolari circa la qualità ai prodotti provenienti da comunità monastiche, e particolarmente provenienti da monasteri trappisti.&#8221;</em></span></p>
<p><span style="color: #000000;"> </span><span style="color: #000000;">Per informare il consumatore sull&#8217;origine e sull&#8217;autenticità dei prodotti trappisti e per identificarli nacquero così: l&#8217;<strong>Associazione Internazionale Trappista (AIT)</strong> e il logo <strong>&#8220;Authentic Trappist Product&#8221;</strong>.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/authentic.gif" rel="lightbox[1070]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1144" style="border: 0px;" title="authentic" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/authentic.gif" alt="authentic" width="170" height="195" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;<strong>Associazione Internazionale Trappista</strong> ha sede sociale a <strong>Vleteren (Belgio),</strong> promuove i valori più profondi delle attività economiche dei monasteri e vige sul rispetto della disciplinare che regola la produzione negli stessi.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/Vleteren.gif" rel="lightbox[1070]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1146" style="border: 0px;" title="Vleteren" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/Vleteren.gif" alt="Vleteren" width="250" height="129" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Questa disciplinare si fonda su <strong>3</strong> requisiti fondamentali:</span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;">La birra deve essere prodotta all&#8217;interno delle mura di un&#8217;abbazia trappista (o un muro del birrificio deve essere attiguo ad un muro dell&#8217;abbazia), da parte di monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo.</span></li>
<li><span style="color: #000000;">La produzione può essere affidata ai laici (sempre all&#8217;interno del birrificio dell&#8217;abbazia, s&#8217;intende), ma la scelta dei processi produttivi e l&#8217;orientamento commerciale devono necessariamente dipendere dalla comunità monastica.</span></li>
<li><span style="color: #000000;">Lo scopo economico della produzione di birra deve essere diretto al sostentamento dei monaci e alla beneficenza e non al profitto finanziario.</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">La disciplinare è intransigente. Chi sbaglia viene tagliato fuori. Esempio lampante: Nel <strong>1999</strong>, <strong>La Trappe</strong> di <strong>Koningshoeven</strong> (unica trappista olandese) strinse un accordo commerciale con un grosso gruppo industriale della birra (Bavaria). Revocata l&#8217;autorizzazione all&#8217;utilizzo del logo. Poi, nel <strong>2005</strong>, <strong>La Trappe</strong> tornò &#8220;sulla retta via&#8221; e le loro etichette si rifregiarono dell&#8217;esagono trappista.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/trappistmap.png" rel="lightbox[1070]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1147" style="border: 0px;" title="trappistmap" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/trappistmap.png" alt="trappistmap" width="297" height="404" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Attualmente il logo <strong>&#8216;Authentic Trappist Product&#8217;</strong> si trova sui prodotti seguenti: </span></p>
<ul>
<li><span style="color: #000000;">Le birre Trappiste di <strong>Achel</strong> (B) </span></li>
<li><span style="color: #000000;">La birra e il formaggio Trappista di <strong>Orval</strong> (B) </span></li>
<li><span style="color: #000000;">Le birre e il formaggio Trappiste di <strong>Scourmont-Lez-Chimay</strong> (B) </span></li>
<li><span style="color: #000000;">Le birre Trappiste di <strong>Rochefort</strong> (B) </span></li>
<li><span style="color: #000000;">Le birre e il formaggio Trappiste di <strong>Westmalle</strong> (B) </span></li>
<li><span style="color: #000000;">Le birre Trappiste di <strong>Westvleteren</strong> (B) </span></li>
<li><span style="color: #000000;">Le birre Trappiste, il pane, i biscotti e il cioccolato di <strong>Tilburg &#8211; Koningshoeven</strong> (NL) </span></li>
<li><span style="color: #000000;">I liquori Trappisti di <strong>Echt &#8211; Tegelen</strong> (NL) </span></li>
<li><span style="color: #000000;">I liquori Trappisti di <strong>Stift Engelszell</strong> (AT)</span></li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">I monaci trappisti a livello qualitativo privilegiano la qualità e non la quantità, mentre a livello pubblicitario adottano un comportamento integro e moderato. Basti pensare alle birre dell&#8217;<strong>Abbazia di St. Sixtus</strong> a <strong>Westvleteren</strong>: produzione standard, bottiglie prive addirittura di etichetta. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ma veniamo al terzo punto della disciplinare, ovvero lo scopo economico della produzione di birra. Le birre trappiste hanno un mercato consolidato, si vendono, e anche bene aggiungerei, e tutto ciò si traduce in un evidente riscontro economico. Ma la domanda è: Che fine fanno tutti questi soldi? Solo sostentamento e opere caritatevoli? </span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/brasserie_cuve_vert.gif" rel="lightbox[1070]"><img class="aligncenter size-full wp-image-1149" style="border: 0px;" title="brasserie_cuve_vert" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/brasserie_cuve_vert.gif" alt="brasserie_cuve_vert" width="250" height="129" /></a></span></p>
<p><span style="color: #000000;">In realtà i monaci vanno alla costante ricerca dell&#8217;eccellenza relativamente ai loro prodotti, anche seguendo la strada dell&#8217;uso della tecnologia moderna. Tecnologia che ha naturalmente un prezzo (a volte si parla di tecnologie che si possono trovare solo nei birrifici più grandi del mondo) e il cui acquisto sarà valutato dai monaci attentamente solo se offre la garanzia reale di migliorare la produzione preservando le caratteristiche fondamentali del prodotto.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><em>Francesco Donato</em></strong></span></p>
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		<title>La Birra Trappista (PARTE I &#8211; Cenni storici)</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 11:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura birraria]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa vuol dire Birra Trappista? Cos&#8217;è quello strano esagono che troviamo sull&#8217;etichetta dell&#8217;Orval o di una Chimay? Perchè la Westmalle è una birra trappista e la Leffe o la Maredsous no, se portano tutte il nome di un&#8217;Abbazia? E&#8217; corretto dire che Trappista è uno stile di birra?  Le risposte a queste domande e quant&#8217;altro c&#8217;è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #000000;"><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/logo_authentic_trappist_product.jpg" rel="lightbox[1045]"><img class="alignleft size-full wp-image-1059" style="border: black 1px solid;" title="logo_authentic_trappist_product" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/logo_authentic_trappist_product.jpg" alt="logo_authentic_trappist_product" width="200" height="200" /></a></span></span><span style="color: #000000;">Cosa vuol dire <strong>Birra Trappista</strong>? Cos&#8217;è quello strano esagono che troviamo sull&#8217;etichetta dell&#8217;<strong>Orval </strong>o di una <strong>Chimay</strong>? Perchè la <strong>Westmalle</strong> è una birra trappista e la <strong>Leffe</strong> o la <strong>Maredsous</strong> no, se portano tutte il nome di un&#8217;Abbazia? E&#8217; corretto dire che Trappista è uno <em>stile</em> di birra?</span></p>
<p> <span style="color: #000000;">Le risposte a queste domande e quant&#8217;altro c&#8217;è da sapere sul mondo della <strong>Birra Trappista</strong> in<strong> 3</strong> piccoli passi!<span id="more-1045"></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>I° PASSO :</strong> <span style="text-decoration: underline;">I CENNI STORICI</span></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando si parla di birra <strong><span style="color: #800000;">Trappista</span></strong> è d&#8217;obbligo un bel salto nel passato, precisamente a metà del <strong>XVII</strong> secolo.</span></p>
<p><a href="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/MN001642.jpg" rel="lightbox[1045]"><span style="color: #000000;"><img class="alignleft size-full wp-image-1051" style="border: 0px;" title="MN001642" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/12/MN001642.jpg" alt="MN001642" width="239" height="287" /></span></a><span style="color: #000000;">E&#8217; in quegli anni che nel monastero cistercense di <strong><em>La Trappe</em></strong>, in <strong>Normandia (Francia)</strong>, ha origine <span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">l&#8217;</span><strong>Ordine dei Trappisti</strong></span>.</span> <span style="color: #ff0000;">Armand-Jean le Bouthillier de Rancè</span> <span style="color: #000000;">(</span><span style="color: #000000;">nato a <strong><em>Parigi</em></strong> il 9 gennaio <strong>1626</strong>), abate del monastero di <strong>Notre-Dame De La Trappe</strong>, nel <strong>1664</strong>, decise, reputando troppo liberali i comportamenti dei monaci cistercensi, di introdurre una serie di regole più severe all&#8217;interno dei regolamenti interni delle Abbazie, fondando di fatto <span style="color: #800000;"><span style="color: #000000;">l&#8217;</span><strong>Ordine dei Cistercensi della Stretta Osservanza</strong> </span>(per sostituire quella che era stata fino allora la <strong><span style="color: #800000;">Comune Osservanza</span></strong>). Tra gli obblighi imposti dalla <strong><span style="color: #800000;">Stretta Osservanza</span></strong> ai monaci, oltre a lavoro dei campi, astinenza, clausura, silenzio, vi era anche quello di bere solo acqua.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Fortunatamente, all&#8217;inizio del <strong>XIX</strong> secolo si assistette ad un progressivo allentamento di tali regole, e in tanti monasteri cirstercensi si iniziò a produrre birra.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">A favore della nostra amata bevanda, giocarono parecchi fattori.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Primo fra tutti sicuramente il rischio elevato, in determinati periodi, di contrarre malattie bevendo anche un semplice sorso d&#8217;acqua. Durante il processo produttivo della birra, invece, l&#8217;acqua veniva bollita, e di fatto ogni velleitaria minaccia di infezione era ridotto quasi a zero.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E i monaci, chiusi all&#8217;interno di un monastero, sicurmente non potevano permettersi di correre un pericolo simile!</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Inoltre la birra godeva di una gradazione alcolica inferiore al vino, consentendo ai monaci di disporne in quantità anche superiori, e di una bevibilità sorprendente. Infine, ma aspetto certamente da non sottovalutare, durante i lunghi periodi di diguino cui i monaci erano spesso sottoposti, la corposità di molte birre trappiste (tanti le paragonano ad un vero e proprio pasto) aiutava a sopperire ad ogni privazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong><em>Francesco Donato</em></strong></span></p>
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		<title>Partecipa all&#8217;indagine sui consumatori di Birra Artigianale, potresti vincere!</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 13:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura birraria]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanta Birra Artigianale si beve in Italia? Dove si compra, chi ci consiglia cosa assaggiare ? Per la prima volta un sondaggio facilmente accessibile online si propone di dare queste ed altre risposte per descrivere la realtà del nostro Paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-584" style="border: black 1px solid;" title="beer-glasses" src="http://www.beeremotion.com/wp-content/uploads/2009/11/beer-glasses-150x150.jpg" alt="beer-glasses" width="150" height="150" />Nei giorni scorsi il sito <a href="http://www.cronachedibirra.it/">Cronache di Birra</a>, in collaborazione con il beer-shop <a href="http://www.birrerya.com/">Birrerya.com</a> ha indetto <strong><a href="http://www.cronachedibirra.it/notizie/1544/la-prima-indagine-on-line-sui-consumatori-italiani-di-birra-artigianale/">la prima indagine on-line sui consumatori italiani di Birra Artigianale</a></strong>.</p>
<p>Dato che nessuno fino ad ora lo aveva fatto, questo progetto spera di poter fare una &#8220;fotografia&#8221; alla scena italiana per esaminare le abitudini di consumo della nostra amata bevanda.</p>
<p><span id="more-582"></span>Quanta se ne beve, dove si compra, come si sceglie cosa acqusitare. Tutte domande a cui <a href="http://www.cronachedibirra.it/indagine-sui-consumatori-italiani-della-birra-artigianale/">un rapido e veloce questionario</a> può dare una risposta.</p>
<p>Per ringraziare chi vorrà aiutare nell&#8217;impresa, <strong>Gianni di Birrerya.com mette a disposizione una selezione di ben 12 bottiglie di birra artigianale natalizia belga, che andrà in dono ad un fortunato estratto tra tutti i partecipanti</strong>. Il nominativo a cui verranno spedite le birre sarà pubblicato sullo stesso Cronache di Birra, quindi state attenti, partecipate e seguite l&#8217;evolversi del sondaggio !</p>
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