La Birra Trappista (PARTE III – Tutte le birre bottiglia per bottiglia)

orval5 La Birra Trappista parte terza: Tutte le bottiglie trappiste.

 

 

 

 

 

III° PASSO : TUTTE LE BIRRE BOTTIGLIA PER BOTTIGLIA

Alla luce di quanto detto finora (Parte I e Parte II), è facile dedurre che non c’è nulla di più sbagliato nel chiedere genericamente una birra trappista. Ribadiamo che il termine “trappista” si riferisce esclusivamente ad un prodotto d’origine quindi, di conseguenza, non indica alcuno stile preciso e particolare. Paradossalmente chi ordina una birra trappista con poca cognizione di causa potrà vedersi servita tranquillamente una corposa e chiara Westmalle tripel, o una scura e maltata Westvleteren o magari una più leggera e luppolata Orval.

Il campo di scelta entro cui si muovono le birre trappiste è molto ampio, sia per quanto riguarda stili (dubbel, tripel, quadrupel, blonde, blanche) colorazione (si può passare, ad esempio, dal giallo paglierino di una La Trappe Witte ad un bruno scuro di una Rochefort 10), gradazione alcolica (6,2° per un Orval, ma 11,2° per una Rochefort 10) e non per ultimo punto di vista, in termini di corposità.

Ma identifichiamo una per una, senza entrare nelle specifiche caratteristiche di ciascuna (cosa che faremo in modo più dettagliato nei nostri articoli) le birre trappiste.

 L’Abbaye De Notre-Dame de Scourmont produce la birra Chimay.

La linea Chimay si compone di 3 birre che vengono usualmente identificate con il colore del tappo (e dell’etichetta).

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Red Cap (7°), White Cap (8°), Blue Cap (9°).

Oltre al formato da 33cl, vengono anche commercializzate nel formato da 75cl. In questo caso alla bottiglia viene associato anche un nome identificativo: così la Red Cap nel formato da 75cl diventa la Première,  la White Cap si chiamerà Cinq Cents, e la Blue Cap invece Grande Rèserve.

Nella Grande Rèserve ci si può imbattere in versioni limitate da 1,5 e 3 lt.

La “tappo blu” è una birra millesimata. Nell’etichetta è impressa la data di imbottigliamento in quanto si presta in maniera particolare all’invecchiamento e alla degustazione dopo parecchi anni.

L’Abbazia produce anche la Chimay Dorèe (4,8°), birra non commercializzata che è possibile bere solo presso l’Abbazia o presso la vicina locanda associata all’Abbazia, Auberge de Poteaupré. I monaci stessi bevono questa birra.

 

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L’Abbazia Trappista di Westmalle (in fiammingo: Abdij der trappisten van Westmalle) produce le birre trappiste più vendute in Belgio.

La sua linea commerciale è composta esclusivamente da due “colossi brassicoli”.

Westmalle Tripel (9,5°) e Westmalle Dubbel (7°).

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E’ stata proprio la Westmalle a coniare i termini “tripel” e “dubbel“. Le birre sono commercializzate sia nelle versioni da 33cl, sia da 75cl (la Westmalle Dubbel è commercializzata anche in fusti). Anche la Westmalle produce una birra non destinata ai normali canali di distribuzione, ovvero la Westmalle Extra (5°) disponibile solo al Cafè Trappisten Westmalle, vicino l’Abbazia.

 

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L’Abbaye Notre-Dame de Saint-Remy, situata a Rochefort, nella provincia vallone di Namur, produce le birre Rochefort. 

Appartengono a questa linea le birre Rochefort 6 (7,5°), Rochefort 8 (9,2°)e Rochefort 10 (11,3°).

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La numerazione non si riferisce all’attuale gradazione alcolica, bensì fa riferimento ad una vecchia scala di  misurazione alcolica belga, ormai in disuso, denominata baumè (ma fino al 1993 era obbligatirio in Belgio questo tipo d’indicazione e l’accisa si pagava secondo questa scala).

Le birre Rochefort vengono commercializzate esclisivamente nel formato 33cl. Solo della Rochefort 8 si può trovare una versione limitata da 1,5 lt.

 

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 L’Abbaye Notre-Dame d’Orval è l’abbazia trappista con la storia più affascinante e probabilmente con una delle birre più interessanti. Poche birre a livello internazionale posso vantare un legame così marcato con la Calabria. L’Abbazia d’Orval fu infatti fondata nel 1070 da monaci Benedettini provenienti proprio dalla nostra terra.

L’abbazia produce un’unica, ma apprezzatissima birra. L’Orval (6,2°).

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E’ commercializzata solo nel formato da 33cl in una particolarissima bottiglia. La Petit Orval (3,5°), invece, è la birra destinata al consumo dei monaci e, naturalmente, non è distribuita dai consueti canali.

 

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L’ultima Abbazia, in senso temporale, a fregiarsi del logo trappista (dal 1995) è quella di Notre-Dame di Sant-Benoît, ad Achel a 20 km da Eindhoven, proprio lungo il confine tra il Belgio e l’Olanda.

Produce esclusivamente tre birre.

Achel Blonde (8°), Achel Brune (8°) e Achel Extra (9,5°).

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La Blonde e la Brune sono commercializzate nel formato da 33cl. L’Extra solo nella versione da 75cl.

 

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L’abbazia di Saint-Sixtus a Westvleteren ( De Sint-Sixtusabdij van Westvleteren) produce le apprezzatissime birre Westveleteren. E’ sicuramente la birreria trappista per antonomasia essendo le sue birre prodotte in quantità limitate, senza alcuna intenzione ad aumentare la capacità produttiva o interesse a soddisfare la crescente domanda di mercato (anni fa è stata giudicata dal sito Ratebeer  migliore birra al mondo, da allora si è scatenata una vera e propria caccia, con veri e propri pellegrinaggi dal momento che le birre vengono vendute, poche casse per volta, esclusivamente in loco). Bottiglie prive addirittura di etichetta (le bottiglie usate sono quelle dell’Abbazia di Westmalle) e non reperibili attraverso semplici canali di distribuzione.

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Le birre di Saint-Sixtus sono: Westvleteren Blonde (5,8°), Westvleteren 8 (8°), Westvleteren 12 (10,2°).

 

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Chiudiamo questa affascinante panoramica con la più “discussa” birra trappista, l’unica non belga (ma olandese) tra le sette, a potersi fregiare del logo “authentic trappist product”: La Trappe, prodotta nell’abbazia di Onze Lieve Vrouw (“penna di pecora”) in quel di Koningshoeven (3 Km da Tilbug), nella provincia olandese del Brabante. Chiariamo subito il concetto di “discussa” tirato in ballo in avvio. Nel 1998 i monaci di Koningshoeven strinsero un accordo commerciale con il colosso olandese Bavaria, non esercitando più il controllo diretto della produzione. L’autorizzazione a fregiarsi del logo venne naturalmente ritirata, ma fu restituita nel 2005 dopo lunghe e patetiche controversie. La Trappe, possiede anche la linea di etichette più ampia, in linea con il mercato olandese, sempre votato alla ricerca della novità.

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Le birre prodotte sono: La Trappe Blonde (6,5°), La Trappe Dubbel (7°), La Trappe Tripel (8°), La Trappe Quadrupel (10°), La Trappe Witte (5,5°), La Trappe Bockbier (7°), La Trappe Isid’Or (7,5°), La Trappe Puur  (4,7°) e La Trappe Quadrupel Oak Aged (10°).

 Francesco Donato

 WestvleterenKoningshoeven, nella provincia olandese del Brabante

De Sint-Sixtusabdij van Westvleteren

De Sint-Sixtusabdij van Westvleteren

 

 

 

 


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