30/05/2010 PRIMA COTTA BEER EMOTION Reggio Calabria
30/05/2010 - Prima cotta Beer Emotion Reggio Calabria
Ci sono date nella vita di un uomo che difficilmente si dimenticano. Per chi è un appassionato di birra sicuramente la data della prima cotta All Grain fa parte di una di queste. Il 30/05/2010 è una giornata uggiosa e come tale dovrebbe essere di buon augurio per un’ottima riuscita. La sveglia suona alle otto, una doccia veloce e sono pronto.
La mente ripete schematicamente le temperature per un corretto mashing. Sistemo le materie prime in auto, prendo il pc e la fotocamera digitale per poter immortalare questo fatidico e atteso giorno. Si parte.
L’incontro è fissato ad un’ora non proprio consona per iniziare una cotta, visto anche che si tratta di una prima volta e non conosciamo perfettamente come l’impianto possa comportarsi, ma il bello della prima volta è anche questo: non sai mai come andrà a finire. Domenico è un padrone di casa perfetto: ci mette a disposizione casa sua e si rimbocca le maniche per poterci essere di aiuto al meglio. Iniziamo a dividerci i compiti: Francesco si occuperà del lavaggio e sanitizzazione dell’impianto e di tutto ciò che entrerà in contatto con le materie prime, mentre io dopo aver controllato per l’ennesima volta i dati della ricetta, mi dedico alla pesatura dei malti e alla loro frantumazione.
Il buon mulino Marga manuale svolge egregiamente il suo compito: in un’ora e mezza riesco a macinare il quantitativo di malto che la mia ricetta richiedeva, ben 5,5 kg. Durante queste operazioni veniamo raggiunti da due amici Francesco Cozzupoli e Francesco Pizzimenti, ad entrambi va il mio personale ringraziamento: oltre ad averci fatto piacevolmente compagnia, si sono adoperati per aiutarci fino alla fine di questa faticosa ma straordinaria giornata. Il fornello è acceso, la quantità esatta di acqua per la fase di mash è sul fuoco, raggiungiamo la corretta temperatura, si parte davvero. È una sensazione fantastica vedere miscelarsi l’acqua ed il malto. Dopo i canonici dieci minuti necessari per una corretta miscelazione, passiamo alle fasi di lavoro più difficili dove il rispetto dei tempi e delle temperature sono di fondamentale importanza per l’ottenimento del nostro mosto. Non possiamo fermarci, il bello della cotta è proprio questo: una volta partiti ci si può fermare solo dopo aver messo a riposare il fermentatore pieno. Inizia la fase di filtraggio durante la quale prepariamo l’acqua per lo sparging. È una fase lenta, sono passate oltre quattro ore dalla fase di molitura del malto e ancora molto lavoro ci attende. Sono necessari ottanta minuti per terminare questa fase, ma piano piano il mosto inizia a prender corpo e vita. Controlliamo la temperatura e l’OG pre-bollitura, riaccendiamo il fuoco, inizia la cottura. Mi dedico alla pesatura dei luppoli e delle spezie. Non me ne vogliate o Voi lettori, ma la quantità, la tipologia ed i tempi della ricetta li custodisco gelosamente; è un piccolo vezzo di tutti i mastro-birrai. Sono novanta minuti esaltanti: sembriamo tre maghi attorno ad un pentolone fumante; l’adrenalina generata dall’emozione della cottura non ci fa percepire la stanchezza che invece piano piano cova silenziosamente. La cottura è terminata, siamo pronti a raffreddare il mosto prima dell’inoculo. La lettura dell’OG segna un dato sorprendente 1,066, decidiamo di non aggiungere il volume di acqua che la bollitura ha fatto evaporare così da ottenere meno birra, ma sicuramente avremo tanto corpo e tanto alcool. Dopo aver sterilizzato anche la bustina del lievito precedentemente attivato, passiamo ad inocularlo nel fermentatore, misceliamo energicamente e richiudiamo ermeticamente il tutto. Inseriamo correttamente il gorgogliatore ed il termometro adesivo sul fermentatore, controlliamo la temperatura di cantina e delicatamente adagiamo il fermentatore al riparo dalla luce. È fatta, sono le 19e30, undici ore di lavoro, ma ancora tanto ci sarà da fare. Dovremo controllare le fasi di fermentazione e probabilmente tra una settimana imbottigliare, ma questa è un’altra storia.
Indipendentemente dalla riuscita o meno della birra, non sappiamo se sarà di qualità o meno, se incontrerà il gusto ed il plauso di chi avrà la fortuna di proverla, è sufficiente per chi scrive aver passato una piacevole giornata assieme ad un gruppo di appassionati, di amici che come me condivide questa meravigliosa passione. Credetemi: è una sensazione unica aver preso elementi così distanti tra loro, malto, acqua, luppolo e lievito, averli miscelati, lavorati, e trasformati in un prodotto meraviglioso.
Antonio Cuzzola
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