REPORT: 17/04/2012 Corso d’introduzione al mondo delle birre da Nabbirra (Cosenza)

Martedì 17 aprile si è svolta presso i locali di Nabbirra a Cosenza una serata introduttiva al mondo delle birre. Il padrone di casa (Eraldo Corti) ha voluto così contribuire alla diffusione della cultura birraria che – come associazione Beer Emotion – perseguiamo faticosamente in una terra di vini!

Ma com’è possibile descrivere il mondo delle birre e darne una visione più o meno esaustiva in poco tempo?

Eraldo ha studiato un percorso teorico e degustativo riuscendo a dare un’idea della complessità e al contempo del fascino di questo mondo.

 

La serata ha avuto inizio con un excursus storico sulla birra e sulla sua produzione e consumo dall’antichità fino ai giorni nostri. Molto interessante a tal proposito il parallelismo tra l’evoluzione della società ed il modo di concepire e usare la birra nel tempo.

È stato posto anche l’accento sulla differenze tra birra industriale e birra artigianale con l’ovvia considerazione della maggiore qualità e fascino di quest’ultima e sul perché sia un prodotto di nicchia e, quindi, anche più costoso.

 

In questa fase si è degustata la prima birra della serata: la Latitude, una pilsner della scozzese Atalas Brewery. Una birra leggera, rinfrescante, dai toni delicati tanto all’olfatto quanto al gusto.

La chiacchierata è proseguita poi con la descrizione degli ingredienti utilizzati per la produzione della birra ed il loro impatto sul prodotto finito. Si è parlato anche di stili birrari e territorialità storica degli stessi.

Una carrellata sugli stili classici ed un occhio anche allo “stile italiano” sottolineando il fatto che gli italiani, non avendo tradizione storica in tal senso, abbiano utilizzato i prodotti locali (castagne, farro, etc.) e l’estro per produrre birre molto particolari che, pian piano, si stanno facendo apprezzare nel panorama internazionale. Una breve pausa degustativa ha visto protagonista la Zagara del birrificio Barley. Una birra al miele d’arancia, elegante e profumata che ha riscosso molto successo tra i convenuti.

L’ultima parte della serata è stata dedicata alla modalità di degustazione della birra. Discorso impegnativo e difficile visto che è una pratica molto legata alla sfera emozionale. Eraldo ha saputo tuttavia dare un’idea di cosa cercare in un bicchiere di birra e di come degustarla con intenzionalità, impegnando tutti e cinque i sensi.

 

L’ultima birra degustata è stata la Zwet.be del birrificio 3 Fonteinen. Una birra ibrida, nata dall’incontro tra i malti scuri tipici dello stile Porter con i lieviti “selvaggi” delle birre acide belghe. Il risultato? Una birra che non lascia indifferenti. Particolare e molto caratterizzata dai Brettanomyces ha premiato l’azzardo di Eraldo che l’ha proposta ad una platea in maggioranza di neofiti, riscuotendo un generale apprezzamento.

La serata si è conclusa con una sorta di decalogo su come non classificare le birre, sfatando molti luoghi comuni e molte interpretazioni errate sul mondo delle birre. Bilancio positivo, dunque, per una bella serata che ha contribuito ad aprire le porte alla conoscenza delle birre artigianali a chi ci si accostava per la prima volta e che è tornato a casa consapevole dell’universo che ci sta dietro.

Emilio Plastina 

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