Beer Emotion a Palermo per la Tre giorni della birra in compagnia dell’Associazione culturale palermitana Cerere e del grande maestro Lorenzo “Kuaska“ Dabove.
L’occasione di varcare per l’ennesima volta lo stretto, stavolta si presenta sotto l’invitante forma di un evento speciale: La Tre giorni della Birra a Palermo, organizzata dall’Associazione Culturale Cerere e giunta ormai al suo terzo anno. Sviluppate in tre locali diversi (uno per ogni giornata naturalmente), le serate di degustazione hanno avuto come comune denominatore la straordinaria guida di Kuaska e si sono differenziate esclusivamente per il tema: Birre dal mondo (al Gattopardo, domenica 21) – Birre dal nuovo mondo (alla Belle Epoche, lunedì 22) – Nuove tendenze nel mondo (all’Oliver Wine bar, martedì 23).
Arriviamo a Palermo domenica in tarda serata, giusto in tempo per bere qualcosa (una Malheur 6, una Abbott Ale e una Karmeliet Tripel) insieme a Leonardo, calabrese tesserato Beer Emotion trapiantato per lavoro a Palermo, in un simpatico localino chiamato Luppolo: l’ottavo nano.
L’indomani siamo a pranzo con Kuaska all’Oliver Wine Bar. Il locale è molto curato e pur lasciando trasparire un’evidente e ben rodata attitudine vinicola, la scelta birraria è di tutto rispetto con una, davvero considerevole, attenzione al prodotto italiano. Con Kuaska si parla della recente nostra affiliazione al Movimento Birrario Italiano, ma soprattutto ci si confronta per gettare le basi del corso Mobi in Calabria (periodo di riferimento gennaio 2011) anticipato probabilmente da una serata di degustazione guidata sempre da Kuaska a Reggio Calabria o Cosenza (novembre 2010).
All’Oliver ci raggiunge ben presto anche Mauro Ricci, presidente di Cerere, con il quale ci risentiremo presto per concretizzare un gemellaggio e una collaborazione tra le due realtà birrarie meridionali affiliate al Mobi.
La sera di Lunedì siamo alla Brasserie Belle Epoque per la degustazione (finalmente!).La location è calda, con un buon numero di partecipanti e il colpo l’occhio è eccezionale con un’infinità di scaffali e frighi stracolmi di bottiglie. Nulla da dire, davvero un locale fornitissimo, ce ne vorrebbe uno così come minimo in ogni città del Sud!
Alle 21,30 circa si inizia a fare sul serio con la prima birra del tour. Annunciata e presentata da Kuaska arriva nei calici la celeberrima Pale Ale della Sierra Nevada Brewery. L’abbinamento scelto è con un antipastino a base di salame felino e formaggio pepato con miele.
La seconda birra è l’italiana Re Ale Extra del Birrificio del Borgo. Molto più particolare rispetto alla Re Ale ”modello-base” essendo concepita come birra mono-luppolo (Amarillo). Rispetto alla birra precedente l’amaro è effettivamente più sciolto con un’elegantissima nota di mandarino. L’abbinamento è con un piatto di crudo, pomodorini pachino e mozzarella.
Terza birra. Si torna in America, per la precisione nella città del ponte. Dall’ottima Brooklyn Brewery ecco la Brooklyn Local 1. Birra senza dubbio affascinante, con un lievito belga che lavora di fino. Forse un pò troppa carne sulla brace, ma in ogni caso una birra che si fa ricordare. Abbinamento con spiedini di pollo e patate.
E’ quindi il turno del Belgio con la Chouffe Houblon della Brasserie D’Achouffe. Una Chouffe che strizza decisamente l’occhio alla tendenza del momento (è stata concepita inizialmente esclusivamente per il mercato americano, suscitando non poche polemiche) con una signora luppolatura a base di Tomahawk, Amarillo e Saaz. L’abbiamo bevuta pure alla spina all’Oliver Wine Bar insieme a Kuaska e non mi è dispiaciuta in entrambe le varianti. Abbinamento con spiedini di carne.
Per chiudere si ritorna alla Sierra Nevada Brewery con la Sierra Nevada Stout, scelta ad accompagnare un buonissimo parfait di mandorle. La bontà del dolce mette un pò in secondo piano la birra (non amo particolarmente le stout con luppoli americani). In ogni caso, una birra che rappresenta un classico.
La serata finisce e si torna in albergo, non prima di aver dato appuntamento a tutti molto presto. L’indomani mattina giretto a Mondello e poi si ritraghetta mentre Kuaska è impegnato all’Oliver Wine Bar per l’ultima degustazione del trittico di serate. Un’esperienza importante che ci ha fatto riflettere sulle reali potenzialità della scena meridionale e una menzione di merito, in questa ottica, va sicuramente a Palermo, particolarmente attenta a vivere iniziative assolutamente di prestigio come questa.
Francesco Donato
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