REPORT: SELEZIONE BIRRA 2011

Un altro PianetaBirra è andato. Il 22 febbraio si sono spente le luci sull’ormai consolidato incontro tra gli addetti ai lavori e gli appassionati che ogni anno si riuniscono a Rimini per presentare le proprie novità, scambiarsi opinioni, partecipare ad incontri e seminari, ma soprattutto per bere insieme una birra.

Come ogni fiera che si rispetti si porta dietro un mare di polemiche ed un pubblico che si divide perfettamente tra i soddisfatti e gli insoddisfatti della manifestazione.

Il giudizio di chi scrive è duplice: sono soddisfatto come semplice appassionato, vista la possibilità di poter avere a disposizione in una sola location un numero elevato di birrifici Italiani e Stranieri, ma sono allo stesso modo scontento come professionista del settore: le numerose presenze degli appassionati che distraggono sia i birrai sia gli addetti al settore, la impossibilità di effettuare assaggi e degustazioni che possano essere oggettivamente validi, birre che non sempre arrivano in forma per la manifestazione, hanno spostato, giudizio strettamente personale, l’equilibrio di una fiera del settore verso un aspetto semplicemente ludico e fin troppo conviviale.

L’edizione 2011 di “SelezioneBirra” ha visto come protagonista assoluto il “Birrificio del Ducato”, dominatore del concorso “Birra dell’Anno 2011” dove ha centrato cinque primi posti (ViaEmilia, Chimera, Wedding Rauch, l’Ultima Luna, la Luna Rossa) ed un terzo posto (Black Jack V.I.S.) sui venti premi istituiti, portando a casa inoltre il premio Birrificio dell’anno per il secondo anno consecutivo, confermando l’incetta di medaglie all’International Beer Challenge e il riconoscimento al World Beer Cup.

Ho avuto la fortuna di assaggiare durante la fiera tutte le birre vincitrici del Birrificio del Ducato, rimanendo colpito come tutti della Wedding Rauch, con un’affumicatura perfettamente bilanciata mai stucchevole o stancante. Interessante l’Ultima Luna, una birra affinata in legno molto di moda in quest’ultimo periodo ma realizzabile a parer mio esclusivamente da chi possiede una reale competenza nell’affinamento in botte. Da rivedere la Luna Rossa causa finale di bottiglia.

Tra i numerosi premi che il Birrificio del Ducato ha ottenuto, mi hanno piacevolmente colpito quelli per la ViaEmilia e la Chimera, forse tra le primissime birre prodotte da Giovanni Campari.Ciò sta a significare che la grandezza del Birrificio del Ducato risiede non solo nella grandissima qualità riscontrabile in tutte le birre prodotte, ma soprattutto nella costanza qualitativa, fattore che in Italia oggi è caratteristica peculiare di pochi Mastri Birrai.

Numerosi sono i birrifici giovanissimi che si sono presentati quest’anno in fiera e molti di loro sono anche riusciti a portarsi a casa qualche premio. A loro va il mio sincero plauso, ma la domanda che mi pongo è: quanti tra questi neo mastri Birrai saranno in grado di ripetersi, di continuare a produrre birre che riusciranno non solo a vincere premi, ma anche continuare a sorprenderci? Io credo pochi, non me ne vogliano i birrai dei numerosi Micro-Birrifici Italiani, ma credo che tra cinque o dieci anni continueremo a bere le birre del Birrificio Italiano, di Almond’22, di Toccalmatto nonostante in questa edizione non abbiano vinto alcun premio.

Tra i numerosi assaggi fatti durante questi tre giorni di fiera, sono stato positivamente impressionato da poche birre: la PinkIpa, fresca, dissetante maledettamente beverina di Almond’22; il Pianto Antico di Malto Vivo, progetto pilota che prevede interessanti prosegui; la Castigamat del Birrificio Rurale una black IPA davvero interessante, primo premio nelle birre scure ad alto grado alcolico di ispirazione anglo-americana; l’Equilibrista di Birra del Borgo, progetto nato con l’intento di ottenere una birra metodo champenoise miscelando un 50% di mosto di Sangiovese e 50% mosto di Duchessa fermentazione operata con lieviti da vino e nove mesi di pupitres e successivo degorgement. Strano il ridimensionamento drastico dello stand Interbrau. Chissà come mai….

Arrivederci all’edizione 2012

Antonio Cuzzola

FOTO DA SELEZIONE BIRRA


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2 Commenti

  1. Io credo sarà inevitabile negli anni una “selezione naturale” tra i nuovi premiati. Però magari qualcuno si aggiungerà seriamente all’Olimpo dei birrifici italiani della prima ora!
    Speriamo bene.
    Bel resoconto!

  2. Condivido Angelo, non essendo stato a Rimini non posso dare un giudizio riguardo tutto ciò che si è bevuto nello specifico della manifestazione(tuttavia sono portato a credere che la valutazione di Antonio sul fatto che molte birre arrivino clamorosamente non in forma sia piuttosto veritiera) ma io vivrei Rimini più come una rassegna da assaporare nella sua essenza gioviale piuttosto che una vetrina dalla quale un birrificio può uscire sconfitto o vittorioso a seconda dei risultati di birra dell’anno. Alla fine credete che Ducato venderà più di quanto già vende solo perchè ha bissato? E non berremo più Tipopils?

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