Birra dell’anno 2012. Abboccata di Birranova unica premiata da Roma in giù. Gioire certamente, ma…
Ho sfogliato ieri sera la classifica del Birra dell’anno 2012 tramite il blog pugliese berebirra e la prima cosa che ho fatto è stata naturalmente quella di unirmi alla gioia del caro Angelo Ruggiero che, giustamente, nelle poche righe che seguivano la classifica, si complimentava con il birrificio pugliese Birranova per l’ottimo piazzamento dell’ Abboccata, rimarcando come fosse l’unico premio agguantato da Roma in giù.
Bene, ne gioiamo tutti com’è giusto che sia, fa immenso piacere che sia stato Donato a tenere alta la testa del sud, d’altronde senza questo piazzamento sarebbe stato un vero e proprio disastro per tutta la scena meridionale, ma questi dati dovrebbero spingere secondo me a riflettere sul da farsi, e anche al più presto.
Da anni continuo a sostenere che i birrifici dell’area settentrionale godono di un potenziale impressionante, basato su svariate possibilità di confronto, di crescita, di competizione scaturita anche dalle innumerevoli chances di godere su un territorio logisticamente ben collegato, di continue vetrine e occasioni per mettersi in mostra come quelle dei festival e dei concorsi.
Per non parlare dell’enorme squilibrio dal punto di vista della quantità. Un gap quantitativo assolutamente incolmabile nel breve periodo, vuoi per la solita inerzia del meridione dal punto di vista imprenditoriale ma, per quanto mi riguarda, soprattutto per la mancanza di collaborazione e per la disgregazione generale tra le componenti (birrifici, locali, associazioni) che dovrebbero/potrebbero far molto per il movimento qui.
Giro tantissimo il sud per birra, e non posso fare a meno di notare come molto spesso si guardi esclusivamente al proprio orticello, ci si concentri sui propri obiettivi minimi e non si abbia l’audacia di spingersi su obiettivi comuni massimi, e si resta piccoli tra i piccoli.
Discorso esteso nel bene e nel male a tutto il Sud, con regioni emblema di questa mentalità come la Sicilia, dove molti birrifici (con birre che non temerebbero confronti!) preferiscono addirittura non varcare lo stretto e proporsi nel continente.
Di festival di un certo livello, concorsi per birrifici, eventi che coinvolgano quante più componenti possibili al momento nemmeno a parlarne, quello che di buono si fa in quest’ambito (e ad onor del vero qualcosa, soprattutto in Puglia e Campania, per fortuna si muove!) resta sempre e comunque fine a se stesso.
Spesso ho immaginato festival di un certo rilievo birrario in città come Palermo, Napoli, Bari, e per “certo rilievo” intendo con il coinvolgimento di quante più persone, birrifici, ecc. sparse sul territorio meridionale possibili, ma allo stato attuale delle cose la vedo come pure utopia.
Oggi nasce un’associazione qui, domani lì.
E fin qui ben venga, l’associazionismo locale è una fonte di crescita impressionante e d’altronde l’esempio di Beer Emotion per la Calabria ne è esempio palese, ma servirebbe un punto d’unione unico per idee, iniziative e collaborazioni che abbraccino un territorio più vasto delle singole regioni, città, birrerie.
Credo che tutto il movimento ne guadagnerebbe, ma prima di tutti i birrifici, quantomeno in supporto e possibilità di confrontarsi su un territorio più vasto di quello cui sono soliti farlo.
Insomma, possibile che per un festival birrario o un concorso come si deve un birrificio meridionale debba sempre e comunque farsi centinaia di Km?
Francesco Donato
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Difficile non condividere i tuoi pensieri fatti a mente fredda, d’altronde rappresentano la realtà riguardo un certo isolamento, come dicevi, a volte anche voluto al di là di quello geografico e culturale.
Secondo me ci frena una cosa su tutte: i consumi, che ahimè sono ancora troppo bassi. Di conseguenza, poi, il birrificio tende a farsi i conti in tasca rispetto a quello che riesce a vendere, a badare per sè, la birreria tende ad investire su prodotti stranieri di sicuro appeal e ritorno ecc…
Un discorso generale ed un’autocritica vanno fatti. E forse serve sul serio qualcosa che parta dalle figure chiave del movimento birrario meridionale, che esistono ma che spesso si ignorano e vengono ignorate. Un festival unitario, un consorzio…non sono io quello che ha risposte, ma appoggio l’esortazione a non aspettare il tale premio nazionale per poter competere sul territorio meridionale ed italiano.
Di belle realtà ce ne sono, proprio l’asse Campania-Puglia potrebbe essere un ottimo catalizzatore.
Non si può che condividere il pensiero di Francesco, è impressionante il numero così esiguo di premi se si considera che a parte la Toscana, dal centro Italia in giù i premi sono solo 3.
E’ venuto il tmpo che UB organizzi qualcosa di serio anche al Centro Italia e in regioni come la Campania (in forte sviluppo) e la Puglia
Rimane però un fatto, i dati dicono che i partecipanti di Birra dell’Anno 2012 sono stati 85, l’anno scorso 86, sapremo mai quali birrifici esattamente hanno partecipato? Se sapessimo quali birrifici hanno partecipato o almeno da quali regioni forse il nostro allarmismo potrebbe leggermente rientrare….
E’ anche vero che partecipano pochi birrifici (85 su oltre 300 sono neppure 1/3) e forse giusto una manciata dal sud, e qui si aggiunge un altro problema che è quello della mancata condivisione di un progetto nazionale, che molti giudicano ormai in declino a livello di associazione.
Forse dico una cavolata, ma Beer Emotion potrebbe azzardare nell’organizzazione di qualcosa a sud. Credo che le capacità e potenzialità ci siano.
Copio-incollo il messaggio del Birrificio San Paolo di Torino, in quanto sono d’accordo su tutto ciò che ha scritto su “Cronache di Birra” proprio oggi.
D’altronde sono da almeno 2 anni che vado dicendo queste cose…
Meditate gente, meditate!
sanpaolo
Già, come mai? E’ interessante competere per tre piazzamenti (e pagare di conseguenza) e vederne assegnati solo due, tra l’altro i minori. Forse l’importante non è vincere, ma partecipare? Poichè non viene pubblicata la semplice partecipazione di un birrificio alla categoria, nè vengono restituite le schede degustative, nè vengono menzionate le altre birre in concorso o una classifica “a punti” , direi che i ritorni per un Birrificio siano nulli.
Concordo Angelo, forse Beer Emotion, Cerere, IBS dalla Sardegna, i vecchi Domozimurghi romani e i ragazzi campani potrebbero organizzare un pilota di concorso, magari stagionale….